Tendinite calcifica della spalla: le 4 forme e perchΓ© le onde d'urto cambiano tutto - Fisiosalus Perugia

Tendinite calcifica della spalla: le 4 forme e perchΓ© le onde d’urto cambiano tutto

Alt text: "Rappresentazione grafica della tendinopatia calcifica nella cuffia dei rotatori
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    La tendinopatia calcifica della spalla Γ¨ una condizione in cui depositi di calcio (prevalentemente idrossiapatite) si formano all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori. Il tendine sovraspinato Γ¨ il piΓΉ colpito (80% dei casi). PuΓ² essere completamente asintomatica o causare uno dei dolori piΓΉ intensi che una spalla possa produrre, a seconda della fase in cui si trova.

    La distinzione tra le 4 forme cliniche Γ¨ fondamentale perchΓ© il trattamento cambia completamente.

    Le 4 forme cliniche

    Forma acuta (durata 1-6 settimane). È la piΓΉ dolorosa. Paradossalmente Γ¨ anche un segno positivo: si verifica quando il deposito di calcio, che era solido, inizia a liquefazione e viene riassorbito dall’organismo. La spalla Γ¨ calda, gonfia, il dolore Γ¨ continuo di giorno e pulsante di notte, si estende a tutto il braccio fino alla mano, anche il semplice sfioramento della spalla Γ¨ intollerabile. L’impotenza funzionale Γ¨ quasi totale. Il trattamento in questa fase Γ¨ principalmente antalgico: farmaci antinfiammatori, ghiaccio, riposo relativo. La fisioterapia si limita a mobilizzazioni passive dolcissime per prevenire l’irrigidimento.

    Forma cronica ricorrente (da 6 settimane a 6 mesi). Periodi alternati di dolore e benessere. La calcificazione Γ¨ presente ma in fasi di relativa quiete intervallate da riacutizzazioni. È in questa fase che le onde d’urto focali producono i risultati migliori.

    Forma cronica persistente (oltre 6 mesi). Dolore costante, riduzione del ROM. La calcificazione si Γ¨ stabilizzata in una forma solida densa. Richiede trattamento attivo con onde d’urto e, se queste non bastano, aspirazione percutanea guidata ecograficamente.

    Forma asintomatica. Calcificazioni presenti alla radiografia o all’ecografia, senza dolore. Non richiedono alcun trattamento: solo monitoraggio periodico.

    Chi Γ¨ piΓΉ colpito e perchΓ©

    La tendinite calcifica colpisce prevalentemente le donne (70% dei casi), in particolare tra i 40 e i 50 anni. È associata a diabete e malattie tiroidee. In circa il 10-20% dei pazienti i depositi sono bilaterali.

    Il meccanismo di formazione non Γ¨ ancora completamente chiarito. Le teorie piΓΉ accreditate coinvolgono una riduzione dell’apporto di ossigeno al tendine, che porterebbe a metaplasia fibrocartilaginea e successiva deposizione di calcio. Le zone ipovascolari del tendine (in particolare la cosiddetta “zona critica” del sovraspinato, 1 cm sopra l’inserzione ossea) sono le piΓΉ colpite.

    Trattamento per forma

    Fase acuta: antinfiammatori (FANS o cortisone orale su prescrizione medica), ghiaccio, riposo relativo. L’aspirazione percutanea del liquido calcico guidata ecograficamente puΓ² dare un sollievo rapidissimo nelle forme acute liquefatte. Dopo la fase acuta si riprende la fisioterapia progressiva.

    Forme croniche: le onde d’urto focali. Sono il trattamento con il piΓΉ alto livello di evidenza per la tendinite calcifica cronica. Gli impulsi acustici ad alta energia frantumano il deposito calcico solido e stimolano la neovascolarizzazione del tendine, facilitando il riassorbimento. Un ciclo di 3-5 sedute settimanali produce riduzione della calcificazione visibile all’ecografia di follow-up e miglioramento clinico nel 70-80% dei casi. Gli effetti continuano nelle settimane successive al ciclo.

    Le onde d’urto si combinano con fisioterapia (terapia manuale, esercizio terapeutico per la cuffia) e con laserterapia per ridurre il dolore nelle prime sedute.

    Chirurgia: riservata ai casi cronici persistenti che non rispondono a trattamento conservativo e onde d’urto dopo 6-12 mesi. L’artroscopia rimuove il deposito calcico direttamente.

    Domande frequenti sulla tendinite calcifica

    Le calcificazioni vanno sempre operate?

    No. Quelle asintomatiche non si trattano. Le onde d’urto risolvono il 70-80% delle forme croniche senza chirurgia. La chirurgia Γ¨ l’ultima opzione.

    Perché la fase acuta è così dolorosa?

    È il riassorbimento spontaneo del deposito: il calcio solido si liquefazione e viene digerito dall’organismo. Processo molto doloroso ma positivo: indica che la calcificazione si sta risolvendo. Con il trattamento antalgico corretto si supera in 1-6 settimane.

    Quante sedute di onde d’urto servono?

    3-5 sedute a cadenza settimanale. Gli effetti continuano nelle settimane successive: rivalutazione ecografica dopo 6-8 settimane dal ciclo.

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