Avrete sentito frequentemente parlare di artrosi, in gran parte dei casi riferita alle mani, ai piedi e alle ginocchia. L’artrosi è una malattia legata all’usura e all’invecchiamento delle articolazioni, che lentamente distrugge la cartilagine, impedendo il corretto scivolamento di un capo articolare sull’altro.

Si tratta di una patologia che può potenzialmente colpire tutte le articolazioni, soprattutto le sedi maggiormente sottoposte a carico e per questo interessa frequentemente la colonna vertebrale (si parla appunto di artrosi alla colonna).

 

CHE COSA SI INTENDE CON IL TERMINE “SPONDILOARTROSI”?

L’artrosi alla colonna vertebrale o spondiloartrosi è una patologia degenerativa che colpisce le faccette articolari e la cartilagine dei dischi intervertebrali, i quali perdono elasticità e non assolvono più la loro funzione di ammortizzare gli urti generati dal movimento del corpo. L’artrosi interessa maggiormente i segmenti cervicale e lombare, con disturbi di entità variabile.

 

QUESTA PATOLOGIA PROVOCA NECESSARIAMENTE DOLORE?

No, infatti la maggior parte delle persone cui è stata fatta diagnosi di artrosi alla colonna non presenta sintomi. La patologia determina, infatti, sintomi importanti sono nelle fasi avanzate della patologia. I sintomi più comuni dell’artrosi sono dolore e rigidità, soprattutto al risveglio.
Meno frequente è l’interessamento neurologico che può portare a sintomi come intorpidimento, formicolio e debolezza agli arti inferiori o alle braccia a seconda che l’artrosi sia a livello lombare o cervicale. In gran parte dei casi i sintomi iniziano a comparire intorno ai cinquant’anni, soprattutto in pazienti di sesso femminile in post-menopausa.

 

ATTIVITÀ CONSIGLIATE IN CASO DI ARTROSI ALLA COLONNA

L’esercizio fisico è la migliore cura per la spondiloartrosi, perché permette di aumentare la mobilità delle articolazioni rigide, migliorare la qualità del movimento e quindi favorire le condizioni necessarie per ridurre il processo di invecchiamento della colonna vertebrale. In caso di dolore acuto, il fisioterapista consiglierà alcuni esercizi di scarico associati a terapie fisiche con effetto antalgico.

Passata la fase acuta, il fisioterapista elaborerà un programma di trattamento individualizzato, basato su: massoterapia, esercizi di mobilizzazione del rachide e decoattazione articolare, rieducazione posturale ed attività per ristabilire una corretta dinamica muscolare.

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