Le infezioni vaginali come la candida e la vaginosi batterica sono disturbi della sfera genitale femminile molto frequenti, soprattutto in età fertile.
Possono compromettere il benessere della donna, la sua salute, la sua fertilità e interferire nella vita di coppia.
Al giorno d’oggi rappresentano una delle principali richieste di visita specialistica ginecologica. Ed è per questo che ne parliamo con la Dr.ssa Valentina Ruscitto, specialista in Ginecologia ed Ostetricia.

 

CLASSIFICAZIONE DELLE INFEZIONI VAGINALI

Le infezioni vaginali ricorrenti possono essere suddivide in due categorie:

  • vulvo-vaginiti da candida
  • vaginosi batteriche

Le vulvo-vaginiti da candida sono molto frequenti. Nell’ arco della vita almeno il 75% delle donne presentano un episodio acuto.
Sostenute da miceti diversi, di cui il più frequente è la Candida albicans, recidiva facilmente e si parla di candidiasi ricorrente quando si verificano 4 o più episodi l’anno.

Le infezioni da vaginosi batterica sono altrettanto diffuse e dovute ad un mix di batteri patogeni (il più frequente la Gardnerella vaginalis, ma anche il Mycoplasma hominis o l’Ureaplasma urealyticum), normalmente presenti a basse concentrazioni nell’ambiente vaginale ma in alcune circostanze possono svilupparsi in maniera eccessiva causando sintomi significativi.

Numerosi sono i fattori che favoriscono entrambe le infezioni, tra cui l’igiene intima inadeguata, l’abbassamento delle difese immunitarie, lo stress intenso specie se protratto, ma anche una dieta ricca di zuccheri semplici, l’uso di farmaci antibiotici o immunosoppressori o cortisonici fino a malattie endocrino-metaboliche (in primis diabete o disfunzioni tiroidee).
Spesso tutto ciò causa una alterazione del pH vaginale (fisiologicamente acido e compreso tra 3,5 e 4,5) secondario ad una alterazione della flora vaginale principalmente rappresentata da lattobacilli che proteggono la mucosa vaginale.
Se normalmente un singolo episodio di candida o vaginosi, specie se trattato adeguatamente, non crea particolari problemi, episodi ricorrenti, alla cui base c’è un’alterazione della flora vaginale (disbiosi vaginale) sono più difficili da risolvere. Si possono sviluppare microrganismi resistenti e, l’utilizzo eccessivo di antimicotici o antibiotici (spesso con “cure fai da te”), può alterare in maniera importante la flora vaginale favorendone a sua volta le recidive e innescando un circolo vizioso.

 

QUALI SONO I SINTOMI?

È importante riconoscere tempestivamente i primi sintomi in caso di infezione acuta così da iniziare tempestivamente una terapia adeguata.
In caso di infezione da candida i sintomi più frequenti sono rappresentati da arrossamento della mucosa vulvo-vaginale, prurito e bruciore, perdite biancastre, dense e grumose (tipo ricotta) in genere non maleodoranti.
Nelle vaginosi batteriche invece predominano secrezioni bianco grigiastre omogenee, anche abbondanti, tipicamente maleodoranti (odore simile a pesce avariato). Lieve il prurito o il bruciore.

 

COME TRATTARE LE INFEZIONI VAGINALI

Il trattamento del singolo episodio acuto si avvale in genere di antimicotici locali e sistemici per quanto riguarda la candida. La terapia va estesa anche al partner (spesso asintomatico) per evitare recidive da “effetto ping pong” e va prolungata per un tempo sufficiente (in genere 6 /7 giorni) e non deve essere interrotta alla prima scomparsa dei sintomi.
Nelle vaginosi batteriche si utilizzano invece terapie locali e a volte antibiotiche sistemiche.

In entrambe le situazioni e durante il periodo di trattamento, devono essere evitati i rapporti sessuali, va curata l’igiene intima e bisogna prevenire eventuali recidive.

 

LA PREVENZIONE E IL RUOLO DEI LATTOBACILLI

La prevenzione si basa essenzialmente sul mettere in atto alcuni comportamenti e sull’utilizzo di lattobacilli il cui ruolo è fondamentale nel mantenimento e ripristino di una flora vaginale ottimale.
È anche importante seguire una dieta sana ed equilibrata, che permette al nostro corpo di migliorare le difese immunitarie. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, latticini magri e carni bianche e pesce in quantità adeguate. Fibre, vitamine e antiossidanti aiutano a mantenere una buona flora intestinale, la quale è strettamente correlata a quella vaginale.
Non eccedere in zuccheri semplici che favorirebbero lo sviluppo di candida a danno dei lattobacilli per un effetto dei valori glicemici sulla proliferazione della candida stessa. È noto infatti come pazienti affetti da diabete mellito tipo 2 siano più facilmente soggetti a vulvo-vaginiti da candida.

Un altro aspetto comportamentale fondamentale è rappresentato dall’igiene intima. Si consiglia di utilizzare un detergente a pH acido compreso tra 4.5 e 5 e non più di una/due volte al giorno, modificando al limite questa abitudine durante il ciclo a seconda delle necessità soggettive.

Vanno assolutamente evitati i salvaslip che impediscono una adeguata traspirazione delle mucose mantenendo una certa umidità e calore. Durante il flusso mestruale, a causa del l’innalzamento del pH per effetto del sangue mestruale e dell’utilizzo di assorbenti, possono svilupparsi più facilmente microrganismi patogeni. Per cui sarebbe ideale utilizzare assorbenti in cotone che consentono una maggiore traspirazione, mentre se si utilizzano assorbenti interni vanno cambiati frequentemente (ogni 3-4 ore) ed evitati nelle ore notturne.

Altra cosa importante è evitare indumenti troppo stretti, biancheria intima sintetica e colorata preferendo il cotone; questa andrà lavata quotidianamente con acqua calda soprattutto in corso di infezioni delle vie genitali.

Per quanto concerne alcuni accorgimenti inerenti l’attività sessuale rimane valido il consiglio di utilizzare, laddove indicato, il profilattico come mezzo di prevenzione anche nei confronti di altre malattie a trasmissione sessuale quali Clamydia, HPV, Herpes sympelx, gonorrea, sifilide nonché HIV ed epatite B e C.

Infine è raccomandato l’utilizzo di probiotici durante o subito dopo il trattamento farmacologico specifico sia per bocca che per via vaginale.

Possiamo concludere affermando come la prevenzione di infezioni ricorrenti sia realmente efficace solo quando mettiamo in atto tutta una serie di azioni che agiscano in simbiosi. Ed è importante non trascurare un episodio isolato affidandosi ad auto diagnosi e affidarsi piuttosto alla visita e alla cura di uno specialista in materia.