I farmaci per l’obesità di nuova generazione, come semaglutide e tirzepatide, hanno cambiato la cura del peso in eccesso: negli studi clinici fanno perdere in media dal 15 al 20% del peso iniziale. Non sono però “punture per dimagrire” da usare in autonomia. Sono terapie per una malattia cronica, da prescrivere e seguire nel tempo. Qui trovi quali farmaci esistono in Italia, come funzionano, a chi sono indicati, i risultati reali, gli effetti collaterali e i costi.
Obesità: perché oggi si cura anche con i farmaci
L’obesità non è una questione di forza di volontà. È una malattia cronica, recidivante, in cui entrano genetica, ormoni che regolano fame e sazietà, sonno, farmaci, stress e ambiente. Con la Legge Pella, approvata definitivamente dal Senato il 1° ottobre 2025, l’Italia la riconosce per legge come malattia cronica e ne prevede l’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Per questo, quando dieta, attività fisica e supporto comportamentale non bastano a far perdere peso o a mantenerlo, la terapia farmacologica diventa uno strumento di cura. Non sostituisce lo stile di vita: lo rende sostenibile.
Quando si possono usare i farmaci per l’obesità
Le indicazioni approvate per i farmaci anti-obesità si basano sull’indice di massa corporea (BMI), cioè il peso in chili diviso per l’altezza in metri al quadrato:
- BMI uguale o superiore a 30, cioè obesità;
- BMI uguale o superiore a 27, cioè sovrappeso, se c’è almeno una malattia legata al peso: diabete di tipo 2 o prediabete, ipertensione, colesterolo alto, apnee notturne, malattie cardiovascolari.
Per alcuni farmaci l’indicazione comprende anche gli adolescenti dai 12 anni. Il BMI da solo però non basta: il medico valuta la distribuzione del grasso, in particolare la circonferenza della vita, le malattie associate e la storia del peso.
Quali farmaci per l’obesità sono disponibili in Italia
Semaglutide (Wegovy)
È un agonista del recettore GLP-1, un ormone intestinale che aumenta il senso di sazietà, riduce l’appetito e rallenta lo svuotamento dello stomaco. Si fa con un’iniezione sottocutanea una volta a settimana, aumentando la dose gradualmente fino a 2,4 mg. È la stessa molecola dell’Ozempic, che però è autorizzato per il diabete di tipo 2 con dosaggi diversi.
Tirzepatide (Mounjaro)
Agisce su due recettori, GIP e GLP-1, ed è il farmaco che negli studi ha dato la perdita di peso media più alta. Anche questo è un’iniezione settimanale, con dose crescente da 2,5 fino a 15 mg.
Liraglutide (Saxenda)
È il primo GLP-1 approvato per l’obesità. Funziona come la semaglutide ma richiede un’iniezione quotidiana e porta a una perdita di peso minore.
Naltrexone e bupropione (Mysimba)
Compresse che agiscono sui centri cerebrali della fame e della gratificazione legata al cibo. Richiedono attenzione in chi soffre di epilessia, ipertensione non controllata o assume alcuni antidepressivi.
Orlistat (Xenical)
Riduce di circa un terzo l’assorbimento dei grassi introdotti con i pasti. L’effetto sul peso è modesto e gli effetti gastrointestinali, come feci grasse e urgenza, sono frequenti se la dieta resta ricca di grassi.
Quanto peso si perde davvero
I dati vengono dai grandi studi registrativi, in cui i farmaci erano associati a dieta e attività fisica per più di un anno:
- tirzepatide, studio SURMOUNT-1: in media −20,9% del peso alla dose di 15 mg dopo 72 settimane, contro −3,1% con placebo;
- semaglutide 2,4 mg, studio STEP 1: in media −14,9% dopo 68 settimane, contro −2,4% con placebo;
- liraglutide 3 mg, studio SCALE: in media −8% dopo 56 settimane, contro −2,6% con placebo.
Sono medie: c’è chi perde di più e chi risponde poco. Per questo il medico rivaluta il risultato dopo qualche mese. Se il calo non raggiunge almeno il 5% del peso iniziale, di solito il farmaco va cambiato o sospeso.
Oltre al peso, contano gli effetti sulla salute. Nello studio SELECT, la semaglutide ha ridotto del 20% il rischio di infarto, ictus e morte cardiovascolare in persone con obesità e malattia cardiovascolare, senza diabete.
Cosa succede se si sospende il farmaco
È il punto che molti sottovalutano. Questi farmaci controllano la malattia ma non la guariscono. Nello studio STEP 4, chi è passato dalla semaglutide al placebo ha recuperato buona parte del peso perso nell’anno successivo. L’AIFA ricorda che la sospensione comporta spesso il recupero di parte del peso, e che per questo servono percorsi di cura prolungati.
La terapia va quindi pensata come un percorso a lungo termine, costruito con il medico. Durante questo percorso dieta, movimento e abitudini diventano abbastanza solidi da proteggere il risultato.
Effetti collaterali
Con i farmaci GLP-1 e con la tirzepatide gli effetti più frequenti sono gastrointestinali e compaiono soprattutto nelle prime settimane e a ogni aumento di dose:
- nausea, a volte vomito;
- diarrea o, al contrario, stitichezza;
- senso di pienezza, gonfiore, bruciore di stomaco.
Di solito si attenuano con il tempo, salendo di dose lentamente, facendo pasti piccoli e bevendo a sufficienza. Più rari ma importanti sono i calcoli alla colecisti, legati anche al dimagrimento rapido, e la pancreatite: un dolore addominale forte e persistente va segnalato subito al medico.
Questi farmaci non si usano in gravidanza e durante l’allattamento, e richiedono una valutazione attenta in chi ha avuto pancreatite o ha una storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide.
Mai comprarli online senza ricetta. L’AIFA segnala penne contraffatte vendute sul web e sui social: possono contenere dosi sbagliate o sostanze diverse. Sono medicinali soggetti a prescrizione e vanno acquistati solo in farmacia.
Non perdere muscolo mentre si perde peso
Quando il peso scende in fretta, una parte di quello che si perde è massa muscolare. Negli anziani, e in chi è già poco allenato, questo può significare meno forza ed equilibrio. Per proteggere il muscolo servono due cose:
- un’alimentazione con proteine sufficienti, costruita con un professionista della nutrizione;
- esercizio di forza regolare, oltre all’attività aerobica.
Per approfondire il ruolo del movimento leggi la guida su obesità ed esercizio fisico.
Quanto costano e se sono mutuabili
Per l’indicazione obesità, Wegovy, Mounjaro e Saxenda sono in classe C: non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale e il costo è a carico del paziente. Si acquistano con ricetta medica ripetibile. Anche orlistat e naltrexone/bupropione sono in classe C: orlistat 120 mg richiede la ricetta ripetibile, naltrexone/bupropione una ricetta non ripetibile limitativa, cioè rilasciata da uno specialista.
Diverso il caso del diabete di tipo 2: semaglutide (Ozempic), tirzepatide (Mounjaro) e altri GLP-1 sono rimborsati secondo la Nota 100 dell’AIFA, ma solo per curare il diabete. Usare Ozempic per dimagrire senza diabete è un impiego fuori indicazione, e ha contribuito alle carenze del farmaco per chi ne ha bisogno.
La Legge Pella apre la strada a un accesso alle cure garantito dal SSN, ma oggi non esiste ancora una decisione sulla rimborsabilità dei farmaci per l’obesità.
Il percorso con la diabetologa
La terapia farmacologica dell’obesità funziona meglio dentro un percorso, non come prescrizione isolata. Al Centro Medico Fisiosalus di Perugia se ne occupa la Dott.ssa Chiara Di Loreto, diabetologa ed endocrinologa, specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio. Segue obesità, sindrome metabolica, diabete e malattie della tiroide: obesità e diabete di tipo 2 sono spesso legati, e molti di questi farmaci sono nati proprio per il diabete.
Il percorso comprende in genere:
- valutazione iniziale: storia del peso, BMI e circonferenza della vita, malattie associate, farmaci che possono far ingrassare;
- esami: glicemia ed emoglobina glicata, profilo lipidico, funzionalità della tiroide, del fegato e dei reni, a seconda dei casi;
- scelta della terapia, se indicata, in base agli obiettivi, alle altre malattie e alla tollerabilità;
- controlli periodici per regolare la dose, gestire gli effetti collaterali e verificare i risultati;
- lavoro sullo stile di vita con il nutrizionista e un programma di movimento adatto.
Domande frequenti
Qual è il farmaco più efficace per dimagrire?
Negli studi clinici la perdita di peso media più alta si è vista con tirzepatide, seguita da semaglutide 2,4 mg. Il farmaco giusto però dipende dalla persona: malattie associate, tollerabilità, costo e obiettivi. La scelta va fatta con il medico.
Ozempic e Wegovy sono la stessa cosa?
Contengono la stessa molecola, la semaglutide, ma sono autorizzati per indicazioni diverse e con dosaggi diversi: Ozempic per il diabete di tipo 2, Wegovy per l’obesità e il sovrappeso con malattie associate, fino alla dose di 2,4 mg a settimana.
Le punture per dimagrire funzionano senza dieta?
Riducono l’appetito e rendono più facile mangiare meno, ma gli studi che ne hanno dimostrato l’efficacia le associavano sempre a una dieta ipocalorica e ad attività fisica. Senza cambiare le abitudini il risultato è minore e più difficile da mantenere.
Per quanto tempo si prendono i farmaci per l’obesità?
L’obesità è una malattia cronica, e sospendendo il farmaco il peso tende a risalire. Per questo la terapia è spesso di lunga durata. Il medico ne valuta l’efficacia dopo i primi mesi e decide con il paziente come proseguire.
I farmaci per l’obesità sono mutuabili?
No, per l’indicazione obesità sono in classe C e il costo è a carico del paziente. Sono rimborsati solo quando vengono prescritti per il diabete di tipo 2, secondo la Nota 100 dell’AIFA.
Chi può prescrivere i farmaci per l’obesità?
Sono medicinali soggetti a ricetta medica. La prescrizione e il controllo nel tempo sono affidati di solito all’endocrinologo, al diabetologo o al medico esperto nella cura dell’obesità, in collaborazione con il medico di famiglia.
Fonti
- AIFA. Nuovi farmaci per il diabete e l’obesità: cosa sapere per un uso consapevole. Maggio 2026.
- Istituto Superiore di Sanità. Farmaci per il trattamento dell’obesità autorizzati al commercio in Italia.
- Jastreboff AM et al. Tirzepatide once weekly for the treatment of obesity (SURMOUNT-1). N Engl J Med 2022;387:205-216.
- Wilding JPH et al. Once-weekly semaglutide in adults with overweight or obesity (STEP 1). N Engl J Med 2021;384:989-1002.
- Pi-Sunyer X et al. A randomized, controlled trial of 3.0 mg of liraglutide in weight management (SCALE). N Engl J Med 2015;373:11-22.
- Rubino D et al. Effect of continued weekly subcutaneous semaglutide vs placebo on weight loss maintenance (STEP 4). JAMA 2021;325:1414-1425.
- Lincoff AM et al. Semaglutide and cardiovascular outcomes in obesity without diabetes (SELECT). N Engl J Med 2023;389:2221-2232.
- Legge Pella, disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità, approvata dal Senato il 1° ottobre 2025.
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