Una frattura al malleolo Γ¨ uno degli infortuni alla caviglia piΓΉ comuni, ma anche uno di quelli dove le aspettative sui tempi di recupero sono spesso errate. Molte persone sottovalutano la riabilitazione dopo l’immobilizzazione, e questo Γ¨ il motivo principale per cui la caviglia resta instabile o dolorante a lungo dopo la guarigione ossea.
Questa guida spiega i tipi di frattura, i tempi realistici per ognuno, cosa succede nelle tre fasi della fisioterapia e quando si puΓ² tornare alle attivitΓ normali.
I malleoli e i tipi di frattura
I malleoli sono le due prominenze ossee ai lati della caviglia. Il malleolo esterno (laterale) Γ¨ l’estremitΓ inferiore del perone. Il malleolo interno (mediale) appartiene alla tibia. Insieme formano la “mortasa” in cui si incastra l’astragalo, garantendo la stabilitΓ dell’articolazione.
Le fratture si classificano in base a quante strutture ossee sono coinvolte:
- Frattura unimalleolare: solo il malleolo peroneale (la piΓΉ frequente) o quello tibiale. Spesso composta e trattabile in modo conservativo.
- Frattura bimalleolare: entrambi i malleoli. Compromette la stabilitΓ della caviglia e quasi sempre richiede intervento chirurgico.
- Frattura trimalleolare: i due malleoli piΓΉ la porzione posteriore della tibia. La forma piΓΉ grave, sempre chirurgica, con tempi di recupero piΓΉ lunghi.
La classificazione di Weber (A, B, C) usata dai chirurghi indica invece il livello della frattura del perone rispetto alla sindesmosi tibiofibulare, e guida la scelta tra trattamento conservativo e chirurgico.
Come si distingue da una distorsione: quando fare la radiografia
Una distorsione grave e una frattura del malleolo possono presentarsi in modo molto simile: stesso meccanismo, stesso gonfiore, stesso dolore. Le Regole di Ottawa sono i criteri clinici usati per decidere quando Γ¨ necessaria una radiografia:
- Dolore alla pressione diretta sul malleolo esterno o interno nella sua zona piΓΉ posteriore (6 cm prossimali al malleolo);
- ImpossibilitΓ di caricare peso sull’arto (almeno 4 passi) sia subito dopo il trauma sia durante la valutazione;
- Dolore alla pressione alla base del quinto metatarso o dello scafoide (ossa del piede che possono fratturarsi nello stesso meccanismo).
Se uno di questi criteri Γ¨ presente, la radiografia Γ¨ indicata. Le Regole di Ottawa hanno una sensibilitΓ del 98-100% nel rilevare fratture significative: se tutti i criteri sono negativi, la probabilitΓ di frattura Γ¨ molto bassa.
Trattamento: conservativo o chirurgico
Trattamento conservativo (gesso o tutore rigido): indicato per le fratture composte stabili, tipicamente le unimalleolari di tipo Weber A e alcune Weber B. Immobilizzazione di 4-6 settimane, spesso con scarico sull’arto nelle prime settimane e carico progressivo protetto nella seconda metΓ .
Trattamento chirurgico (osteosintesi con placca e viti): indicato per le fratture scomposte instabili, le bimalleolari, le trimalleolari e molte fratture Weber C. L’intervento stabilizza i frammenti ossei permettendo una guarigione in posizione corretta. Dopo l’operazione segue un periodo di immobilizzazione parziale in tutore, con progressione del carico guidata dal chirurgo.
Le viti e la placca in genere rimangono in sede senza problemi. La rimozione viene considerata solo in caso di dolore localizzato al materiale metallico o su richiesta del paziente, non prima di 12-18 mesi dalla chirurgia.
Tempi di recupero realistici
La domanda che ogni paziente fa nella prima seduta di fisioterapia Γ¨ sempre la stessa: “Quando posso tornare alla normalitΓ ?”
- Frattura unimalleolare composta, trattamento conservativo: guarigione ossea in 6 settimane, fisioterapia per 6-8 settimane, ritorno alle attivitΓ leggere in 3-4 mesi. Ritorno allo sport in 4-5 mesi.
- Frattura bimalleolare operata: carico protetto da 6-8 settimane, fisioterapia attiva per 3-4 mesi, ritorno alle attivitΓ quotidiane in 4-5 mesi. Ritorno allo sport in 5-6 mesi.
- Frattura trimalleolare operata: tempi piΓΉ lunghi di 20-30% rispetto alla bimalleolare. Ritorno allo sport difficilmente prima di 6-8 mesi.
Questi tempi presuppongono una fisioterapia regolare e il rispetto del programma. La caviglia che viene abbandonata a sΓ© stessa dopo la rimozione del gesso senza fisioterapia recupera molto piΓΉ lentamente e spesso non torna alla piena funzionalitΓ .
Il percorso riabilitativo in tre fasi
Fase 1: riduzione di dolore e gonfiore (prime 2-4 settimane di fisioterapia)
Appena rimosso il gesso o il tutore, la caviglia Γ¨ rigida, gonfia e il muscolo Γ¨ significativamente atrofizzato per le settimane di immobilizzazione. Obiettivo di questa fase: ridurre l’edema residuo, recuperare la sensibilitΓ e iniziare a mobilizzare delicatamente l’articolazione.
Strumenti: laserterapia ad alta potenza per ridurre il dolore e favorire la guarigione dei tessuti molli, tecarterapia in modalitΓ drenante per ridurre l’edema, mobilizzazioni passive e attivo-assistite della tibiotarsica per recuperare i primi gradi di movimento. Il drenaggio linfatico manuale Γ¨ spesso utile se il gonfiore Γ¨ significativo.
Fase 2: recupero della mobilitΓ e del carico (settimane 3-8)
Obiettivo: ripristinare il range di movimento completo della caviglia, recuperare la forza dei muscoli del piede e della gamba e iniziare a camminare senza compensi.
Esercizi progressivi di dorsiflessione e flessione plantare, inversione ed eversione contro resistenza, sollevamenti sul tallone bilaterali poi unilaterali, deambulazione su superfici diverse. La cicatrice chirurgica viene trattata con massaggio per prevenire aderenze.
Fase 3: stabilitΓ , propriocezione e ritorno all’attivitΓ (settimane 8-16+)
Obiettivo: recuperare la stabilitΓ dinamica della caviglia, la propriocezione (la consapevolezza della posizione articolare che previene le distorsioni) e la capacitΓ di sostenere le attivitΓ quotidiane o sportive.
Esercizi su superfici instabili (tavoletta oscillante, cuscino propriocettivo), training del salto e dell’atterraggio, esercizi sport-specifici progressivi. Il ritorno allo sport avviene solo dopo aver superato test funzionali che verificano la simmetria di forza, equilibrio e reattivitΓ rispetto alla caviglia sana.
Domande frequenti sulla frattura del malleolo
Quanto dura la riabilitazione?
Frattura unimalleolare conservativa: 6-8 settimane di fisioterapia, ritorno allo sport in 4-5 mesi. Frattura bimalleolare operata: 3-4 mesi di fisioterapia, ritorno allo sport in 5-6 mesi. Trimalleolare: 6-8 mesi totali.
Si puΓ² camminare con una frattura al malleolo?
Dipende dal tipo. Alcune fratture unimalleolari permettono carico parziale protetto fin dalle prime settimane. Le fratture bimalleolari e trimalleolari e quelle operate richiedono scarico completo per 4-6 settimane. Mai caricare senza indicazione medica: il rischio Γ¨ lo spostamento dei frammenti.
Quando si tolgono viti e placca?
Non sempre Γ¨ necessario. Rimangono in sede senza problemi nella maggior parte dei pazienti. La rimozione viene considerata per dolore localizzato al materiale o su richiesta, non prima di 12-18 mesi dalla chirurgia.
Qual Γ¨ la differenza tra frattura del malleolo e distorsione?
Entrambe possono presentarsi con gonfiore e dolore simili. Le Regole di Ottawa guidano la decisione di fare la radiografia: dolore alla pressione diretta sul malleolo nelle 6 cm posteriori, o impossibilitΓ di caricare peso, indica la necessitΓ di imaging.
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