Un gonfiore comparso sotto la mandibola o vicino all’orecchio, soprattutto se si associa a dolore durante i pasti, può coinvolgere una ghiandola salivare. Le cause possibili sono diverse e non si possono distinguere dai sintomi soltanto: dopo la valutazione clinica, il medico può indicare un’ecografia delle ghiandole salivari per osservare parotidi, ghiandole sottomandibolari e tessuti vicini.
In questo articolo vediamo quando l’esame può essere utile, come si svolge e quali informazioni può offrire. Le indicazioni sono informative e non sostituiscono la valutazione del medico.
Dove si trovano le ghiandole salivari maggiori?
Le ghiandole salivari producono la saliva, che mantiene umida la bocca e contribuisce alla masticazione, alla deglutizione e alla prima fase della digestione. Le principali sono:
- parotidi, davanti e sotto le orecchie;
- ghiandole sottomandibolari, sotto la mandibola;
- ghiandole sottolinguali, sotto la lingua.
Per la loro posizione superficiale, soprattutto parotidi e ghiandole sottomandibolari possono essere studiate con una sonda ecografica ad alta frequenza.
Quando il medico può richiedere l’ecografia?
L’ecografia può essere indicata per approfondire un sintomo o un reperto rilevato durante la visita. Tra le situazioni più comuni rientrano:
- gonfiore persistente o ricorrente vicino all’orecchio, alla guancia o sotto la mandibola;
- dolore o aumento del gonfiore durante i pasti;
- sospetto di un calcolo nel dotto salivare;
- episodi infiammatori ripetuti;
- presenza di un nodulo o di una tumefazione da caratterizzare;
- controllo di un’alterazione già nota o riscontrata con un altro esame;
- valutazione dei linfonodi vicini, quando clinicamente indicata.
La secchezza della bocca può accompagnare alcune condizioni delle ghiandole salivari, ma è un sintomo non specifico e può avere molte altre cause. Per questo è importante evitare l’autodiagnosi e riferire al medico durata, andamento e sintomi associati.
Cosa può evidenziare l’ecografia delle ghiandole salivari?
L’esame consente di valutare dimensioni, struttura e vascolarizzazione delle ghiandole accessibili. Può mettere in evidenza:
- calcoli salivari e, in alcuni casi, la dilatazione dei dotti;
- segni compatibili con un processo infiammatorio;
- cisti, raccolte liquide o lesioni focali;
- caratteristiche ecografiche di un nodulo;
- eventuali alterazioni dei linfonodi del collo esaminati.
L’ecografia descrive le caratteristiche di ciò che viene osservato, ma non permette sempre, da sola, di stabilire con certezza la natura di una lesione. In base al reperto e al quesito clinico, il medico può ritenere opportuni altri accertamenti, come risonanza magnetica, TC o un prelievo citologico o istologico. Le porzioni più profonde della parotide, inoltre, possono richiedere metodiche di imaging diverse.
Come si svolge l’esame?
Il paziente viene fatto sdraiare con il collo leggermente esteso e la testa ruotata secondo la zona da esaminare. Il medico applica una piccola quantità di gel sulla pelle e muove delicatamente una sonda lineare lungo la regione parotidea e sottomandibolare, confrontando quando necessario i due lati.
L’esame utilizza ultrasuoni e non radiazioni ionizzanti. È non invasivo e generalmente ben tollerato; se la zona è già dolente o infiammata, la lieve pressione della sonda può provocare un fastidio temporaneo. La durata è in genere di circa 15-20 minuti, ma può variare in base al quesito clinico e agli approfondimenti necessari.
Serve una preparazione particolare?
Di norma non sono richiesti digiuno o altre preparazioni specifiche. È comunque utile:
- portare la richiesta o l’indicazione clinica, se disponibile;
- portare referti ed esami precedenti relativi alla stessa zona;
- rimuovere collane o accessori che coprono il collo;
- segnalare terapie in corso e precedenti interventi nella regione testa-collo.
Le istruzioni possono cambiare in base alla situazione personale: al momento della prenotazione è sempre consigliabile confermare con la segreteria le indicazioni per il proprio esame.
Quando non conviene aspettare l’appuntamento ecografico
Un gonfiore che aumenta rapidamente, una febbre elevata, una nuova debolezza di un lato del viso o una marcata difficoltà ad aprire la bocca richiedono una valutazione medica tempestiva. In presenza di difficoltà a respirare o a deglutire è necessario rivolgersi subito ai servizi di emergenza: una prenotazione ecografica ordinaria non sostituisce l’assistenza urgente.
Ecografia delle ghiandole salivari a Perugia
Al Centro Medico Fisiosalus, in Strada Tiberina Nord 24 a Ponte Felcino (Perugia), è possibile eseguire l’ecografia delle ghiandole salivari. Per verificare disponibilità, modalità di accesso e indicazioni personali, contatta la segreteria.
Domande frequenti
L’ecografia delle ghiandole salivari richiede il digiuno?
Normalmente no. L’esame non richiede una preparazione specifica, salvo diversa indicazione ricevuta dal medico o dalla struttura.
L’esame è doloroso?
È un esame non invasivo e generalmente non doloroso. Se la zona è già infiammata o sensibile, la pressione della sonda può causare un lieve fastidio momentaneo.
L’ecografia usa radiazioni?
No. Utilizza ultrasuoni e non espone a radiazioni ionizzanti.
Può individuare i calcoli salivari?
Può rilevare molti calcoli e gli eventuali effetti sul dotto, ma la visibilità dipende da posizione, dimensioni e caratteristiche del calcolo. Il medico valuta se siano necessari altri approfondimenti.
L’ecografia stabilisce se un nodulo è benigno o maligno?
Può descrivere sede, dimensioni, margini e vascolarizzazione del nodulo, ma non sempre può definirne da sola la natura. In alcuni casi sono indicati ulteriori esami o un prelievo di tessuto.
Approfondimenti e fonti
- Servizio di ecografia delle ghiandole salivari di Fisiosalus
- Guida alle ecografie disponibili a Perugia
- AIUM: indicazioni e modalità per l’ecografia diagnostica di testa e collo
- American College of Radiology: imaging nelle patologie delle ghiandole salivari
- Humanitas: informazioni per il paziente sull’ecografia delle ghiandole salivari
Contenuto informativo aggiornato a settembre 2026. Non sostituisce la visita, la diagnosi o le indicazioni del medico.











