Una cicatrice non è solo un segno sulla pelle. Sotto, il tessuto che si forma può restare rigido e attaccato ai piani profondi, e allora limita il movimento, tira quando ci si allunga e a volte fa male a distanza di mesi. Su cosa funziona davvero però si dicono molte cose non verificate, e vale la pena separarle.
Come si forma, e perché a volte va storto
La riparazione passa da tre fasi: prima l’infiammazione, poi la produzione di nuovo tessuto, infine il rimodellamento, che è la fase più lunga e può durare oltre un anno. In quel periodo la cicatrice cambia colore, consistenza e spessore.
Quando la produzione di collagene resta eccessiva si ottiene una cicatrice ipertrofica, in rilievo ma contenuta entro i bordi della ferita, oppure un cheloide, che supera i bordi e invade la pelle sana. Sono due cose diverse e si comportano diversamente.
Quando una cicatrice diventa un problema funzionale
- Aderisce ai piani profondi. La pelle non scorre più sui tessuti sottostanti. Si verifica facilmente: si prova a muovere la cicatrice in tutte le direzioni e si sente dove non cede.
- Limita il movimento, soprattutto se attraversa un’articolazione o una zona che si allunga, come il ginocchio, la spalla o l’addome dopo un intervento.
- Tira o brucia, con prurito o sensibilità alterata attorno, che dipende dalle terminazioni nervose coinvolte nella riparazione.
- Cambia il modo di muoversi: per non sentire quella tensione si adotta un compenso, e il fastidio compare altrove.
Cosa ha le prove più solide
Qui serve onestà, perché nel campo delle cicatrici circolano molte proposte e poche sono state messe alla prova.
Le raccomandazioni internazionali sulla gestione delle cicatrici indicano il foglietto di gel di silicone come trattamento di prima scelta per le cicatrici ipertrofiche lineari, sulla base di studi randomizzati. Insieme alle infiltrazioni di cortisone dentro la cicatrice, è l’unico intervento per cui esistono prove sufficienti a fare una raccomandazione vera e propria.
Il silicone si usa con continuità per periodi lunghi, anche fino a dodici mesi. Non serve a “sciogliere” nulla: agisce mantenendo idratazione e occlusione sulla superficie.
Il massaggio della cicatrice è fra gli interventi più usati nei centri specializzati, insieme a tutori, indumenti compressivi e silicone. Va però detto con chiarezza che le raccomandazioni internazionali non gli attribuiscono lo stesso livello di prove del silicone o delle infiltrazioni. È utile e ha un senso meccanico, ma chi lo presenta come il trattamento risolutivo sta andando oltre quello che si sa.
Cosa fa la fisioterapia, concretamente
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Recuperare lo scorrimento
Tecniche manuali che lavorano sulla mobilità della cicatrice rispetto ai piani sotto, in tutte le direzioni in cui risulta bloccata. È la parte che riguarda l’aderenza, non l’aspetto.
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Recuperare il movimento dell’articolazione vicina
Quando la cicatrice limita, il problema non è solo locale: l’articolazione ha perso escursione e i muscoli attorno si sono adattati. Serve lavorare su entrambi.
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Rieducare il gesto
Togliere i compensi che si sono installati nei mesi in cui muoversi in un certo modo faceva male.
Quando iniziare
Non prima che la ferita sia chiusa e stabile, e sempre con il via libera di chi ha eseguito l’intervento. Da lì in poi il tempo lavora a favore: la fase di rimodellamento dura mesi, ed è la finestra in cui il tessuto risponde meglio.
Questo non vuol dire che dopo un anno non si possa fare nulla. Su una cicatrice vecchia i margini di miglioramento estetico sono ridotti, ma quelli sullo scorrimento e sul movimento restano.
Fatti valutare da un medico se la cicatrice diventa rossa, calda, gonfia, se secerne, se si riapre, o se cresce oltre i bordi originali della ferita. Una cicatrice che continua a espandersi mesi dopo, soprattutto su torace, spalle o lobi delle orecchie, orienta verso un cheloide e ha un percorso suo.
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Domande frequenti
Quando si può iniziare a trattare una cicatrice?
Quando la ferita è chiusa e stabile, e con il consenso di chi ha operato. La fase di rimodellamento dura mesi ed è la finestra in cui il tessuto risponde meglio, quindi iniziare presto conviene. Prima della chiusura non si tocca.
Il silicone funziona davvero?
È l’unico trattamento non invasivo per cui le raccomandazioni internazionali indicano prove sufficienti, e viene indicato come prima scelta per le cicatrici ipertrofiche lineari. Va usato con continuità e per periodi lunghi, anche fino a un anno.
Il massaggio della cicatrice serve?
È molto usato e ha una logica meccanica sul recupero dello scorrimento, ma va detto che non ha lo stesso livello di prove del silicone. Ha senso dentro un percorso, non come unica soluzione né come promessa di far sparire il segno.
Che differenza c’è fra cicatrice ipertrofica e cheloide?
La cicatrice ipertrofica è in rilievo ma resta entro i bordi della ferita e spesso migliora nel tempo. Il cheloide li supera e invade la pelle sana, tende a non regredire da solo e ha una gestione diversa, che va impostata dal medico.
Si può far sparire una cicatrice?
No. Nessun trattamento riporta la pelle allo stato precedente. Si può migliorarne l’aspetto, l’elasticità e soprattutto lo scorrimento, che è la parte che influenza il movimento e il fastidio.
Perché la cicatrice tira anche a distanza di mesi?
Perché il tessuto riparativo è meno elastico di quello originale e può essersi fissato ai piani profondi. Quella tensione compare quando la zona viene allungata, ed è il motivo per cui una cicatrice sull’addome o vicino a un’articolazione dà fastidio anche molto tempo dopo.
Il sole peggiora le cicatrici?
Una cicatrice recente esposta al sole tende a pigmentarsi e a restare più scura in modo permanente. Nei primi mesi va protetta, con indumenti o con una protezione alta.
Fonti
- International Clinical Recommendations on Scar Management. Plastic and Reconstructive Surgery, 2002; 110(2). Gel di silicone e infiltrazioni intralesionali di cortisone come unici interventi con prove sufficienti per una raccomandazione. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
- Monstrey S et al. Updated Scar Management Practical Guidelines: Non-invasive and invasive measures. Journal of Plastic, Reconstructive & Aesthetic Surgery, 2014. Aggiornamento delle misure non invasive e invasive. jprasurg.com
Far valutare una cicatrice che limita
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