Cos’è la riabilitazione respiratoria
È un programma strutturato che combina allenamento all’esercizio, educazione e cambiamento delle abitudini, costruito sulla valutazione della singola persona. La definizione di riferimento è quella della dichiarazione congiunta dell’American Thoracic Society e della European Respiratory Society: un intervento globale, basato su una valutazione approfondita del paziente, che ha lo scopo di migliorare la condizione fisica e psicologica delle persone con malattia respiratoria cronica e di favorire comportamenti utili alla salute nel lungo periodo.
Il programma è multidisciplinare: di solito coinvolge lo pneumologo, il fisioterapista con competenza respiratoria, l’infermiere e, quando serve, il nutrizionista e lo psicologo.
A chi è indicata
L’indicazione principale è la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), in cui le prove sono più solide. Viene proposta anche in altre situazioni:
- malattie polmonari interstiziali, come la fibrosi polmonare;
- bronchiectasie;
- asma che limita l’attività nonostante la terapia;
- recupero dopo COVID-19 con affanno o stanchezza che persistono;
- prima e dopo un intervento di chirurgia toracica, per esempio sul polmone;
- alcune malattie neuromuscolari che indeboliscono i muscoli della respirazione.
Il segnale che la fa prendere in considerazione è di solito l’affanno che limita le attività quotidiane, anche con una terapia farmacologica corretta. L’indicazione la pone il medico, di norma lo pneumologo.
Cosa si ottiene
Meno affanno e più resistenza
L’allenamento migliora l’efficienza dei muscoli delle gambe e delle braccia: a parità di sforzo si respira con meno fatica. È il beneficio più documentato.
Qualità della vita
Nella BPCO una revisione Cochrane del 2015 su 65 studi ha concluso che la riabilitazione respiratoria migliora in modo clinicamente rilevante la dispnea, la fatica, il controllo della malattia e la capacità di esercizio.
Meno ricoveri dopo una riacutizzazione
Iniziata dopo un ricovero per riacutizzazione di BPCO, riduce il rischio di un nuovo ricovero e migliora la qualità della vita (revisione Cochrane del 2016). Le prove su questo punto sono meno forti che sull’affanno.
Ansia e umore
Chi ha paura di rimanere senza fiato tende a muoversi sempre meno, e l’inattività peggiora l’affanno. Il programma aiuta a interrompere questo circolo, anche perché si impara a gestire i momenti di crisi.
Come è fatto un programma
La valutazione iniziale
Prima di iniziare si raccolgono storia clinica, terapia in corso, sintomi e limitazioni nella vita di tutti i giorni. Di solito si eseguono la spirometria, il test del cammino di 6 minuti e scale che misurano l’affanno e la qualità della vita. Gli stessi test ripetuti alla fine mostrano quanto si è guadagnato.
Allenamento all’esercizio
È il cuore del programma:
- allenamento aerobico, come cyclette, tapis roulant o cammino, con intensità che cresce nel tempo;
- rinforzo muscolare di braccia e gambe, spesso indebolite dall’inattività;
- in alcuni casi allenamento dei muscoli inspiratori con appositi dispositivi.
Durante le sedute si controllano saturazione di ossigeno e frequenza cardiaca, e quando serve ci si allena con l’ossigeno.
Tecniche respiratorie e di disostruzione
- respirazione a labbra socchiuse, che rallenta l’espirazione e riduce l’intrappolamento d’aria;
- controllo del respiro e posizioni che alleviano l’affanno;
- tecniche di disostruzione bronchiale, utili a chi produce molto muco, per esempio nelle bronchiectasie.
Educazione
Si impara a usare correttamente gli inalatori, a riconoscere presto i segni di una riacutizzazione, a dosare le energie nelle attività quotidiane e a gestire l’ansia legata all’affanno. Spesso si affrontano anche alimentazione e fumo.
Durata
I programmi durano in genere dalle 6 alle 12 settimane, con due o tre sedute supervisionate a settimana e esercizi da fare a casa. I benefici tendono a ridursi se l’attività fisica non continua dopo la fine del programma: per questo l’obiettivo finale è un’abitudine all’esercizio che resti nel tempo.
Dopo il COVID-19
Una parte delle persone guarite dall’infezione conserva per mesi affanno, stanchezza e ridotta tolleranza allo sforzo. In questi casi la riabilitazione respiratoria è una delle opzioni da discutere con il medico. Prima di iniziare un programma di esercizio è importante escludere complicanze cardiache o polmonari. Se la stanchezza peggiora dopo lo sforzo, il carico va dosato con particolare attenzione.
Prima e dopo un intervento al torace
Prima di un intervento di chirurgia polmonare, qualche settimana di esercizio e di allenamento respiratorio può ridurre le complicanze polmonari dopo l’operazione (revisione Cochrane del 2017 sulla chirurgia per tumore del polmone). Dopo l’intervento contano la mobilizzazione precoce, le tecniche per respirare a fondo e tossire in modo efficace e il controllo del dolore.
Dove si fa
In Italia la riabilitazione respiratoria si svolge soprattutto nei reparti e negli ambulatori di pneumologia riabilitativa, ospedalieri o convenzionati, e in alcuni programmi domiciliari organizzati dai servizi sanitari. Il primo passo è parlarne con il medico di famiglia o con lo pneumologo, che valuta l’indicazione e indirizza alla struttura.
Il Centro Medico Fisiosalus non eroga programmi di riabilitazione respiratoria. Questa pagina ha solo scopo informativo.
Se, oltre al problema respiratorio, hai un disturbo muscolo-scheletrico come mal di schiena, dolore alla spalla o recupero dopo un intervento ortopedico, trovi le informazioni nella pagina sulla fisioterapia a Perugia e nella guida alla riabilitazione dopo un intervento.
Domande frequenti
La riabilitazione respiratoria serve anche se la BPCO è lieve?
Il beneficio è maggiore quando l’affanno limita già le attività, ma restare attivi è utile in ogni stadio. Se non c’è indicazione a un programma strutturato, lo pneumologo può consigliare un’attività fisica regolare adatta alla situazione.
Se ho bisogno di ossigeno posso farla?
Sì. Molti programmi prevedono l’allenamento con ossigeno, con il flusso regolato dall’équipe durante le sedute.
Gli esercizi di respirazione da soli bastano?
No. Le tecniche respiratorie aiutano a gestire l’affanno, ma i benefici più grandi e documentati vengono dall’allenamento all’esercizio fisico.
Chi prescrive la riabilitazione respiratoria?
Di norma lo pneumologo, spesso su segnalazione del medico di famiglia o dopo un ricovero.
Fonti
- Spruit MA et al. An official American Thoracic Society/European Respiratory Society statement: key concepts and advances in pulmonary rehabilitation. Am J Respir Crit Care Med 2013;188(8):e13-64.
- McCarthy B et al. Pulmonary rehabilitation for chronic obstructive pulmonary disease. Cochrane Database Syst Rev 2015;(2):CD003793.
- Puhan MA et al. Pulmonary rehabilitation following exacerbations of chronic obstructive pulmonary disease. Cochrane Database Syst Rev 2016;12:CD005305.
- Cavalheri V, Granger C. Preoperative exercise training for patients with non-small cell lung cancer. Cochrane Database Syst Rev 2017;6:CD012020.




