La capsulite adesiva, chiamata anche spalla congelata, è una patologia infiammatoria della capsula articolare. Si tratta di una struttura di tessuto connettivo che circonda le articolazioni e le protegge, ma che può andare incontro a infiammazioni con conseguente retrazione e irrigidimento che porteranno alla limitazione o perdita dei movimenti, in particolare dell’abduzione e della rotazione sia interna che esterna.

Colpisce in prevalenza il sesso femminile, in un età compresa tra i 45 e i 65 anni, e si può suddividere in due tipologie principali:

  • Primaria (o idiopatica), di cui non si conosce la causa scatenante;
  • Secondaria, ovvero che può essere causata da varie problematiche come il diabete, tiroide, malattie cardiovascolari, traumi pregressi come lussazioni, fratture, dissezione di linfonodi o addirittura essere conseguenza di un’operazione chirurgica. 

 

COME SI MANIFESTA?

Non è semplice distinguere una capsulite adesiva da altre patologie di spalla, dato che i sintomi, soprattutto quelli iniziali, possono essere comuni ad altre problematiche. Il dolore inizia in maniera lieve e graduale e si inizia ad avere difficoltà nei movimenti e nei piccoli gesti quotidiani.

Questo tipo di dolore può irradiarsi lungo il braccio, arrivare fino al gomito o addirittura fino alla mano e si presenta solitamente molto meno tollerabile la notte, a causa dell’infiammazione che si viene a formare. Il sintomo più caratteristico è sicuramente la perdita di mobilità attiva, ma soprattutto passiva. Questo può essere il campanello d’allarme che porterà il medico a pensare che si tratti di una spalla congelata, dato che è molto difficile da individuare anche con esami come radiografie o risonanze.

 

LE FASI DELLA “SPALLA CONGELATA”

 La capsulite è una malattia insidiosa perché può durare per molto tempo, addirittura fino a due anni, e si suddivide in tre fasi:

  • Prima fase. È la fase iniziale in cui prevale molto il dolore. (Può andare dai 2 ai 9 mesi).
  • Seconda fase. Il paziente inizia a perdere qualche grado di mobilità che può essere una perdita lieve o importante. Il dolore diventa più intenso, si irradia lungo tutto il braccio e si avverte soprattutto con movimenti bruschi e improvvisi, perché ancora la fase infiammatoria non è passata completamente. (Può durare dai 3 ai 12 mesi).
  • Terza fase. Il dolore diminuisce ma la perdita di mobilità quasi sempre rimane, questo perché il processo infiammatorio della capsulite tende a risolversi da solo, ma il movimento necessita di un buon lavoro di recupero (può durare dai 9 ai 14 mesi).

 

COME SI CURA?

Il trattamento della spalla congelata va distinto in base alla fase di riferimento. Nella prima parte bisogna assolutamente eliminare il dolore e cercare di mantenere una buona mobilità. Per lavorare su questo, il medico può prescrivere cortisone e infiltrazioni locali che andranno ad abbassare la sensazione dolorosa e l’infiammazione.

Nelle altre due fasi, fondamentale è la riabilitazione in palestra con terapista che istruirà poi il paziente ad effettuare degli esercizi a casa che andranno fatti in maniera costante per mantenere il movimento che si sarà guadagnato con la fisioterapia.La seconda fase prevede un lavoro per mantenere una buona mobilità e impedire che la spalla si blocchi completamente, facendo esercizi di stretching, di mobilizzazione, esercizi pendolari di Codman.

Durante l’ultima fase, quella risolutiva, bisogna continuare con della buona ginnastica di mobilità per recuperare anche quello che si è perso, ed effettuare esercizi di rinforzo dato che la muscolatura si sarà notevolmente indebolita.
Se dopo mesi di trattamenti non si avranno miglioramenti e non si risolverà il problema, l’ortopedico potrà decidere di effettuare un’operazione chirurgica per sbloccare l’articolazione e arrivare a una risoluzione definitiva.

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