Quando il mal di testa arriva sempre dallo stesso lato, parte dalla nuca e peggiora dopo ore al computer, spesso non è emicrania. È il collo che lo genera. Si chiama cefalea cervicogenica, si riconosce con criteri precisi e non si tratta con gli antidolorifici presi tutti i giorni.
Come fa il collo a far male alla testa
Le prime tre radici nervose del collo, quelle che escono fra la base del cranio e la terza vertebra cervicale, arrivano allo stesso nucleo nel tronco encefalico dove arrivano le fibre del nervo trigemino, cioè il nervo che porta la sensibilità del viso e della testa.
Quel nucleo condiviso è la spiegazione. Un’articolazione irritata o un muscolo contratto in alto nel collo mandano un segnale che il cervello interpreta come dolore alla testa, perché arriva dalla stessa centralina. Per questo il dolore si sente alla tempia o dietro l’occhio mentre il problema sta dieci centimetri più in basso.
Come si riconosce
Parte dal collo e sale
Il percorso è quasi sempre lo stesso: comincia alla nuca o alla base del cranio e si estende verso la tempia, la fronte o dietro l’occhio. Chi la vive la descrive come un dolore che “sale”.
Sta da un lato solo
Di norma è unilaterale, e sempre lo stesso lato. Se il mal di testa cambia lato da un episodio all’altro, l’origine cervicale diventa meno probabile.
Lo scatenano il collo e la posizione
Compare o peggiora dopo molte ore alla stessa postura, girando il capo, o premendo su punti precisi alla base del cranio. È il dato che lo distingue di più: nessun’altra forma di mal di testa si accende muovendo il collo.
Il dolore dietro la nuca
È il modo in cui molti lo cercano, e ha senso: la nuca è dove nasce. Un dolore continuo o pulsante nella parte posteriore della testa, spesso accompagnato da rigidità e dalla sensazione di avere il collo bloccato, è il quadro tipico. Va però distinto da due cose: la nevralgia occipitale, in cui il dolore è a scossa e segue una linea precisa fino alla sommità del capo, e le forme in cui il dolore dietro la testa arriva insieme a segnali che meritano attenzione immediata, elencati più avanti.
Non ha il corredo dell’emicrania
Nausea e fastidio per la luce possono esserci, ma di solito sono lievi. Quando invece il vomito è presente, la luce diventa insopportabile e il dolore batte a ogni passo, il quadro è un altro.
I criteri che usano i clinici
La classificazione internazionale delle cefalee, alla voce 11.2.1, stabilisce quando un mal di testa si può attribuire al collo. È la parte che di solito non si trova scritta, e serve perché chiarisce che non basta avere il collo dolorante per dire che il mal di testa viene da lì.
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Esiste un problema del collo documentato
Un disturbo o una lesione della colonna cervicale o dei tessuti molli del collo, riconosciuto come capace di provocare mal di testa, rilevato dall’esame clinico oppure dalle immagini.
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E almeno due prove del legame fra i due
Il mal di testa è comparso insieme al problema cervicale; è migliorato o scomparso man mano che il problema del collo migliorava; la mobilità del collo è ridotta e manovre specifiche peggiorano nettamente il mal di testa; il mal di testa sparisce dopo un blocco anestetico di una struttura cervicale o del suo nervo.
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E non si spiega meglio con un’altra diagnosi
È il criterio che chiude. Emicrania e cefalea tensiva vanno escluse prima, perché sono più frequenti e si trattano in modo diverso.
Il terzo punto della seconda voce è quello che si verifica in ambulatorio: se riproducendo il movimento del collo il mal di testa si riaccende, il legame è concreto.
Cervicogenica, emicrania o tensiva
Sono le tre forme che si confondono più spesso. Le differenze pratiche:
Cervicogenica
Dove: da un lato, parte dalla nuca e sale.
Cosa la accende: posizioni prolungate, movimenti del collo, pressione alla base del cranio.
Mobilità del collo: ridotta.
Durata: continua, può restare per giorni.
Emicrania
Dove: da un lato ma può cambiare lato, pulsante.
Cosa la accende: sonno irregolare, digiuno, ciclo, alcuni cibi.
Corredo: nausea, fastidio a luce e rumori, a volte aura.
Durata: attacchi di quattro a settantadue ore.
Tensiva
Dove: su entrambi i lati, come una fascia che stringe.
Cosa la accende: stress, stanchezza.
Corredo: assente o minimo.
Intensità: lieve o moderata, non peggiora camminando.
Un punto che confonde molti: anche chi ha l’emicrania sente spesso male al collo durante l’attacco. Il dolore cervicale è un sintomo comune dell’emicrania stessa, non necessariamente la sua causa. La differenza sta nella direzione: nella cefalea cervicogenica il collo accende la testa, nell’emicrania la testa trascina il collo.
Quando il mal di testa va guardato subito
Vai in pronto soccorso se il mal di testa:
- è violento e arrivato all’improvviso, al massimo in un minuto, diverso da qualunque altro;
- si accompagna a febbre alta e collo rigido, con difficoltà a piegare il mento sul petto;
- arriva insieme a difficoltà a parlare, debolezza o formicolio da un lato, disturbi della vista;
- compare dopo un trauma alla testa o al collo.
Chiedi una valutazione medica senza rimandare se il mal di testa è comparso per la prima volta dopo i cinquant’anni, se sta peggiorando settimana dopo settimana, se è più forte al risveglio o quando ti sdrai, se peggiora con la tosse o lo sforzo, o se hai una storia di tumore o un’immunità ridotta.
Cosa funziona
Le linee guida internazionali di fisioterapia classificano questa forma come “dolore cervicale con mal di testa” e indicano due interventi, da usare insieme.
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Terapia manuale sul tratto cervicale alto
Mobilizzazioni e manipolazioni delle prime vertebre, dove il problema di solito si trova. Riduce il dolore e recupera il movimento che manca.
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Esercizio, in particolare per i flessori profondi
I muscoli profondi davanti al collo sono quelli che lo sostengono e che nella cefalea cervicogenica lavorano male. Rieducarli è la parte che tiene nel tempo: la terapia manuale toglie il dolore, l’esercizio evita che torni.
Insieme si aggiunge la parte meno tecnica ma decisiva: l’altezza dello schermo, il cuscino, le pause. Un collo che sta otto ore in avanti annulla il lavoro fatto in studio.
Cosa invece peggiora le cose
Prendere antidolorifici con regolarità per mesi non solo non risolve il problema del collo: può creare una cefalea nuova.
Si chiama cefalea da uso eccessivo di farmaci. La classificazione internazionale la definisce così: mal di testa presente quindici giorni al mese o più, in chi già soffriva di cefalea, con assunzione regolare da oltre tre mesi di analgesici semplici per quindici giorni al mese o più, oppure di triptani, oppioidi o associazioni per dieci giorni al mese o più.
È una situazione frequente e reversibile, ma la sospensione va fatta con il medico, non da soli.
Il collare, per lo stesso motivo del resto del collo, non aiuta: tiene ferma una zona che ha bisogno di muoversi.
Come si arriva alla diagnosi
Serve la storia del disturbo e l’esame del collo: quanta mobilità c’è, quali movimenti riproducono il mal di testa, come si comportano i muscoli profondi, se la pressione su punti precisi in alto nel collo riaccende il dolore che la persona conosce.
La risonanza non è il primo passo. Serve quando compaiono i segnali elencati sopra o quando il quadro non risponde al trattamento, non per avere un’immagine che spieghi il dolore: nel collo, dopo una certa età, le alterazioni si trovano anche in chi non ha alcun sintomo.
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Domande frequenti
Come capisco se il mal di testa viene dalla cervicale?
Tre indizi valgono più degli altri: il dolore parte dalla nuca e sale sempre dallo stesso lato, si accende o peggiora muovendo il collo o dopo ore nella stessa posizione, e la mobilità del collo è ridotta. Se premendo alla base del cranio si riproduce esattamente il mal di testa che conosci, il legame è probabile. La conferma però si fa in valutazione, perché emicrania e cefalea tensiva vanno escluse prima.
Perché il dolore si sente dietro la nuca?
Perché è lì che nasce. Le prime vertebre cervicali e i muscoli che le circondano sono la zona da cui parte il segnale, e da lì il dolore si estende in avanti. La nuca resta il punto più dolente al tatto ed è quello che di solito la persona indica per prima.
Quanto dura un mal di testa da cervicale?
A differenza dell’emicrania, che ha attacchi con un inizio e una fine, la cefalea cervicogenica tende a essere continua e a durare giorni, con intensità che cambia durante la giornata e spesso peggiora verso sera o dopo il lavoro.
La fisioterapia lo fa passare?
Nelle forme davvero cervicogeniche i risultati sono buoni, perché si agisce sulla causa invece che sul sintomo. Il percorso combina terapia manuale sul tratto cervicale alto ed esercizi per i muscoli profondi del collo. La parte di esercizio è quella che evita le ricadute e va portata avanti anche quando il dolore è passato.
Cervicale ed emicrania sono la stessa cosa?
No, e vengono confuse spesso perché anche chi ha l’emicrania sente male al collo durante l’attacco. La differenza è la direzione: nella cefalea cervicogenica è il collo a scatenare la testa, nell’emicrania è la testa a coinvolgere il collo. Cambia il trattamento, quindi vale la pena distinguerle.
Che cuscino usare?
Quello che tiene la testa allineata con il resto della colonna nella posizione in cui dormi: più basso se stai a pancia in su, più alto se stai sul fianco. Non esiste il cuscino che cura la cefalea cervicogenica, ma un cuscino sbagliato tiene il collo in tensione per tutta la notte e al risveglio si sente.
Posso continuare a prendere antidolorifici?
Per un episodio isolato non è un problema. Il rischio è l’uso regolare: oltre certe soglie e per più di tre mesi si può sviluppare una cefalea da uso eccessivo di farmaci, che si aggiunge a quella di partenza. Se stai prendendo qualcosa più di dieci giorni al mese, parlane con il medico invece di aumentare la dose.
Fonti
- International Headache Society. ICHD-3, The International Classification of Headache Disorders, 3rd edition. Voce 11.2.1, cefalea cervicogenica: descrizione e criteri diagnostici A, B, C e D. ichd-3.org
- International Headache Society. ICHD-3, voce 8.2, cefalea da uso eccessivo di farmaci: soglie di giorni al mese e durata. ichd-3.org
- Blanpied PR et al. Neck Pain: Revision 2017. Clinical Practice Guidelines Linked to the International Classification of Functioning, Disability and Health. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, 47(7). Categoria “dolore cervicale con mal di testa” e interventi raccomandati. jospt.org
Far valutare un mal di testa che parte dal collo
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