Contrattura dorsale: perché fa male tra le scapole e cosa fare

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    In breve. La contrattura dorsale è una contrazione involontaria e persistente dei muscoli della parte alta della schiena, che si percepisce come un dolore sordo e una rigidità tra le scapole. Nella maggior parte dei casi si risolve in pochi giorni con calore, movimento e terapia manuale, ma se torna spesso la causa va cercata nella postura e nella rigidità del tratto dorsale.

    La colonna vertebrale, oltre a essere la struttura portante del nostro corpo, è una protezione fondamentale per il midollo spinale, da cui prendono origine le radici nervose del sistema nervoso periferico.

    Si intuisce facilmente, quindi, quanto sia necessario avere una colonna in salute per muoversi bene e stare bene. Capita spesso che, a causa di dolori al tratto dorsale, le persone si rivolgano a un centro di fisioterapia: molte volte la causa di questi sintomi sono proprio le contratture muscolari.

    Ma cosa sono le contratture? Perché si formano? Come si curano? Come si possono prevenire?

    Dove si sente il dolore da contrattura dorsale

    Chi ha una contrattura al tratto dorsale la descrive quasi sempre allo stesso modo: un dolore tra le scapole, al centro della schiena alta, sordo e continuo, che peggiora restando fermi a lungo e si attenua muovendosi.

    Le caratteristiche tipiche sono:

    • Localizzazione centrale o leggermente laterale, tra le due scapole o appena sotto;
    • Sensazione di “nodo” o di corda tesa, che si sente al tatto premendo sulla zona;
    • Rigidità al risveglio o dopo molte ore alla scrivania;
    • Peggioramento con le posizioni statiche e miglioramento con il movimento e il calore;
    • Dolore che non si irradia lungo le braccia e non dà formicolii.

    Quest’ultimo punto è importante: una contrattura muscolare dà un dolore locale. Se il dolore si irradia, se compaiono formicolii, o se il fastidio è legato alla respirazione, la causa può essere diversa e vale la pena approfondire — ne parliamo più avanti.

    Anatomia e fisiologia della colonna vertebrale

    Per parlare di contratture muscolari al tratto dorsale è utile un breve cenno di anatomia. Se conosci già l’argomento, puoi passare al paragrafo successivo.

    La colonna vertebrale è formata da 33 vertebre che, procedendo dal cranio verso l’osso sacro, si suddividono così:

    • 7 vertebre al tratto cervicale
    • 12 vertebre al tratto dorsale
    • 5 vertebre al tratto lombare
    • 5 vertebre fuse al tratto sacrale
    • 4 vertebre fuse al tratto coccigeo

    I segmenti cervicale, dorsale e lombare si differenziano dagli ultimi due perché sono caratterizzati dall’interposizione di un disco tra le vertebre. Il segmento sacrale e quello coccigeo, avendo le vertebre fuse tra loro, possono essere considerati come vere e proprie ossa.Anatomia della colonna vertebrale: tratto cervicale, dorsale, lombare, sacrale e coccigeo

    Le caratteristiche anatomo-fisiologiche del tratto dorsale

    Il tratto dorsale, al contrario di quello lombare e di quello cervicale, ha un movimento più ridotto, perché si articola con le coste che costituiscono la gabbia toracica.

    Questa maggiore stabilità rischia però di degenerare in rigidità, alterando la morfologia e il movimento della schiena. Una colonna sana, vista da davanti o da dietro, è dritta; osservata lateralmente presenta 4 curve, chiamate lordosi e cifosi.

    La lordosi è una curva a concavità posteriore e caratterizza il tratto cervicale e quello lombare. La cifosi è una curva a concavità anteriore e riguarda il tratto dorsale e quello sacro-coccigeo.

    Cosa sono le contratture muscolari

    Le contratture muscolari sono una contrazione involontaria e persistente di una parte più o meno estesa di uno o più fasci muscolari. Il muscolo colpito si mostra rigido, dolente alla contrazione e alla palpazione. Tale rigidità è apprezzabile al tatto.

    Nel tratto dorsale i muscoli più frequentemente coinvolti sono i romboidi, il trapezio medio e inferiore, gli erettori spinali e il gran dorsale.

    Quali sono i segni clinici di una contrattura muscolare?

    • Limitazione del movimento del tratto dorsale;
    • Alterazione del movimento della colonna: spesso ci si dimentica che non si può parlare di tratto dorsale fine a sé stesso, perché è parte di un sistema molto più grande, la colonna vertebrale. In una condizione di cifosi rigida, essendo ridotta l’escursione articolare del tratto dorsale, i segmenti lombari e cervicali, che sono molto più mobili, si trovano a compensare questa riduzione di movimento. Nel tempo questo porta a un sovraccarico delle vertebre lombari e cervicali (in particolare di quelle più vicine al tratto dorsale), che si muovono più del dovuto. È un elemento di rischio molto importante per le degenerazioni strutturali, come le protrusioni discali, e per il deficit di stabilità di questi tratti;
    • Formazione di contratture muscolari;
    • Aumento del rischio di degenerazione del corpo vertebrale: la riduzione del movimento di estensione fa sì che vi sia una maggiore pressione nella parte anteriore del corpo vertebrale. Con il passare degli anni questa zona, più soggetta al carico, tende ad assottigliarsi, facendo assumere al corpo vertebrale una forma a cuneo (con base posteriore) invece che cilindrica.

    Cosa significa “ipercifosi”?

    Si parla di ipercifosi quando il grado di flessione della curva dorsale supera i limiti fisiologici. Nel linguaggio comune l’ipercifosi è chiamata “gobba” ed è spesso associata a scoliosi, con rotazione e inclinazione patologica della colonna.

    L’ipercifosi, o cifosi patologica, nel corso di una visita ortopedica è immediatamente visibile all’ispezione e alla palpazione, ma viene sempre confermata da un esame radiologico. Il radiogramma è eseguito sotto carico e in proiezione laterale: permette di misurare l’angolo di curvatura e di valutare la gravità della condizione.

    Nella maggior parte dei casi una deformazione in cifosi inizia in età giovanile, oppure a seguito di un trauma importante.

    Perché si sviluppano contratture muscolari al tratto dorsale

    Lo scopo delle curve fisiologiche è far sopportare alla colonna il maggior peso possibile con il minimo dispendio di energia. Se le curve fisiologiche si alterano, i muscoli della schiena faticano più del dovuto e, entrando in sovraccarico, possono sviluppare contratture.

    Le contratture al tratto dorsale si formano soprattutto nei casi di cifosi rigida, ipercifosi o a seguito di sforzi eccessivi eseguiti in posizione non ergonomica.

    La cifosi rigida

    Si parla di cifosi rigida quando il tratto dorsale perde mobilità in tutte le direzioni, e in particolare in estensione, rimanendo in un lieve atteggiamento di flessione. In queste condizioni, con opportune tecniche di terapia manuale ed esercizi, è possibile recuperare gran parte del movimento di estensione.

    Il margine di recupero dipende da molti fattori: le condizioni di partenza, l’età, lo stile di vita (sportivo, sedentario, fumatore…) e ovviamente la qualità dei trattamenti. A chi ha una cifosi rigida o un’ipercifosi, oltre alla fisioterapia e agli esercizi da eseguire a casa, si consigliano alcune accortezze quotidiane: azioni semplici come usare un cuscino nel tratto dorso-lombare in auto o sulla sedia da lavoro, che ripetute nel tempo fanno la differenza.

    L’ipercifosi

    Si parla di ipercifosi quando il grado di flessione della curva dorsale supera i limiti fisiologici. Nel linguaggio comune questa alterazione è chiamata “gobba” ed è spesso associata a episodi scoliotici. In alcuni casi si osservano ipercifosi “funzionali”, che possono essere corrette con una migliore attivazione dei muscoli della colonna da parte del paziente. La presenza di questa alterazione implica una rigidità del tratto dorsale nel movimento di estensione.

    Ipercifosi dorsale: postura con aumento della curva della schiena altaÈ importante sottolineare che un’ipercifosi e una rigidità dorsale possono influenzare non solo il movimento del tratto cervicale e di quello lombare, ma anche la mobilità della spalla. Per questo, nei centri di fisioterapia di qualità, il tratto dorsale viene sempre valutato durante il trattamento delle condizioni dolorose del cingolo scapolare.

    Sforzi eccessivi in posizione non ergonomica

    Ti sarà capitato almeno una volta, sollevando un carico come una cassa d’acqua, di sentire una fitta forte dietro la schiena, nella parte centrale. Appena mollata la presa il dolore si è attenuato, ma premendo sul punto dolente il sintomo si riacutizzava.

    È l’esempio classico di sovraccarico muscolare al tratto dorsale. Succede con carichi troppo elevati per le nostre possibilità, dopo impatti improvvisi, oppure quando si usa la colonna in modo non ergonomico. Ricorda sempre di mantenere la lordosi lombare quando sollevi un peso e di non fare forza piegando il tratto dorsale: in quella posizione i muscoli che stabilizzano le vertebre faticano molto più del dovuto.

    Quanto dura una contrattura dorsale

    Una contrattura dorsale semplice, senza cause strutturali sottostanti, tende a migliorare nettamente entro 3-7 giorni e a risolversi in una-due settimane, soprattutto se si interviene subito con calore e movimento.

    I tempi si allungano quando:

    • c’è una rigidità dorsale di fondo (cifosi rigida, ipercifosi), perché il muscolo continua a lavorare in sovraccarico;
    • si mantiene la postura che l’ha causata per molte ore al giorno;
    • si sceglie il riposo assoluto: l’immobilità prolungata peggiora la rigidità invece di risolverla.

    Se dopo 10-14 giorni il dolore è invariato, o se le contratture si ripresentano ciclicamente, il problema non è il singolo muscolo ma ciò che lo sta sovraccaricando: serve una valutazione fisioterapica per capirlo.

    Come si tratta la contrattura dorsale

    Nei primi giorni

    • Calore, non ghiaccio. A differenza di un trauma acuto, in una contrattura il calore favorisce il rilassamento muscolare e la vascolarizzazione locale. Una borsa dell’acqua calda o un cerotto autoriscaldante per 15-20 minuti, 2-3 volte al giorno.
    • Movimento, non riposo assoluto. Mantieni le normali attività quotidiane entro la soglia del dolore. Fermarsi del tutto allunga i tempi.
    • Riduci il fattore scatenante. Se è la postazione di lavoro, intervieni subito su altezza dello schermo, supporto lombare e pause ogni 40-50 minuti.

    Il trattamento fisioterapico

    Quando il dolore non si risolve da solo, o quando si ripresenta, il percorso in studio combina più strumenti:

    • Terapia manuale: tecniche di rilascio miofasciale sui muscoli contratti e mobilizzazione articolare del tratto dorsale, in particolare in estensione. È il passaggio che sblocca la rigidità sottostante, non solo il sintomo.
    • Massoterapia decontratturante: utile per ridurre rapidamente la tensione e il dolore locale, soprattutto nella fase iniziale.
    • Terapie fisiche strumentali: tecarterapia, ultrasuoni o laserterapia possono accelerare il recupero agendo sull’infiammazione e sul metabolismo tissutale locale.
    • Esercizio terapeutico: è la parte che evita le recidive. Recupero della mobilità in estensione, rinforzo degli stabilizzatori scapolari, rieducazione del gesto e della postura.
    • Correzione ergonomica: senza questa, il muscolo torna in sovraccarico appena finito il ciclo di terapie.

    Il nostro ColonnaCenter è l’area dedicata alla valutazione e alla rieducazione della colonna vertebrale, dove il tratto dorsale viene esaminato insieme a cervicale, lombare e cingolo scapolare — perché, come abbiamo visto, questi segmenti si influenzano a vicenda.

    Esercizi per la contrattura dorsale

    Questi esercizi puntano a recuperare l’estensione del tratto dorsale e ad attivare i muscoli che stabilizzano le scapole. Eseguili lentamente e senza dolore: un leggero senso di tensione è normale, una fitta acuta no.

    1. Estensione dorsale sull’asciugamano
    Arrotola stretto un asciugamano e sdraiati supino appoggiandolo trasversalmente sotto le scapole. Braccia lungo i fianchi, ginocchia piegate. Lascia che il torace si apra verso il pavimento e respira lentamente. 2 minuti.

    2. Gatto-cammello
    In quadrupedia, inarca lentamente la schiena verso l’alto e poi lasciala scendere, accompagnando con il respiro. Concentrati sul tratto centrale, non solo sul lombare. 10 ripetizioni lente.

    3. Rotazione toracica (apertura a libro)
    Sdraiati su un fianco, ginocchia piegate a 90°, braccia distese davanti a te unite. Apri lentamente il braccio superiore ruotando il torace verso il soffitto, mantenendo le ginocchia ferme. 8 ripetizioni per lato.

    4. Retrazione scapolare
    Seduto o in piedi, avvicina le scapole tra loro senza alzare le spalle verso le orecchie. Mantieni 5 secondi e rilascia. 10 ripetizioni.

    5. Scivolamento al muro
    In piedi con schiena, testa e braccia appoggiate al muro, gomiti a 90°. Fai scorrere le braccia verso l’alto mantenendo il contatto, poi torna giù. 10 ripetizioni.

    6. Allungamento del gran dorsale
    In ginocchio davanti a una sedia, appoggia gli avambracci sulla seduta e lascia scendere il torace verso il pavimento, allungando i fianchi. Mantieni 30 secondi, 3 volte.

    Una sequenza completa richiede circa 10 minuti. Il beneficio arriva dalla costanza quotidiana, non dall’intensità: meglio 10 minuti tutti i giorni che un’ora una volta a settimana.

    Se vuoi approfondire il lavoro sulla postura, trovi altri spunti nella nostra guida agli esercizi per una postura corretta.

    Come prevenire le contratture al tratto dorsale

    • Muoviti ogni 40-50 minuti se lavori seduto. Bastano 2 minuti in piedi con qualche estensione.
    • Sistema la postazione: bordo superiore dello schermo all’altezza degli occhi, avambracci appoggiati, supporto lombare. Ne parliamo nel dettaglio nell’articolo sull’ergonomia sul lavoro.
    • Allena la mobilità in estensione due o tre volte a settimana: è il movimento che perdiamo per primo.
    • Rinforza gli stabilizzatori scapolari — non solo i pettorali, che tendono ad accorciarsi ulteriormente.
    • Solleva correttamente: lordosi lombare mantenuta, carico vicino al corpo, spinta dalle gambe.
    • Attenzione allo zaino e alla borsa sempre sulla stessa spalla: il carico asimmetrico è una causa frequente e sottovalutata.

    Quando rivolgersi a uno specialista

    Il dolore alla schiena alta è quasi sempre di origine muscolo-scheletrica, ma non sempre. Rivolgiti a un medico se il dolore:

    • non migliora affatto dopo 10-14 giorni, o peggiora progressivamente;
    • ti sveglia di notte o è presente a riposo, indipendentemente dalla posizione;
    • si irradia lungo un braccio, verso il torace o l’addome;
    • si accompagna a formicolii, perdita di forza o di sensibilità;
    • è legato alla respirazione profonda o si associa a difficoltà a respirare;
    • si presenta con febbre, perdita di peso non spiegata o malessere generale;
    • compare dopo un trauma, o in una persona con osteoporosi nota.

    Il dolore nella parte alta della schiena può occasionalmente avere origine viscerale: ne abbiamo parlato nell’articolo su dolore alla parte alta della schiena e polmoni. Anche il tratto cervicale può generare dolore riferito in zona dorsale: se il fastidio parte dal collo, può interessarti l’approfondimento sulla contrattura cervicale.

    Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione di un professionista sanitario.

    Valutazione del tratto dorsale a Perugia

    Se il dolore tra le scapole torna con regolarità, il problema raramente è solo il muscolo contratto. Presso il Centro Medico Fisiosalus valutiamo mobilità dorsale, postura e stabilità del cingolo scapolare per individuare la causa a monte e costruire un percorso mirato.

    Prenota una valutazione fisioterapica oppure chiamaci allo 075 691752.

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