Artrosi della spalla: come distinguerla dalla cuffia e cosa si puo fare

Trattamenti non chirurgici per l'artrosi della spalla
Indice
    Add a header to begin generating the table of contents

    L’artrosi della spalla è meno nota di quella del ginocchio o dell’anca, perché la spalla non porta il peso del corpo e i sintomi arrivano più tardi. Quando arrivano si confondono facilmente con un problema della cuffia dei rotatori, ed è proprio quella distinzione a cambiare il percorso.

    Di cosa si parla

    Il termine tecnico è omartrosi, o artrosi scapolo omerale: il consumo della cartilagine che riveste la testa dell’omero e la cavità della scapola. Con il tempo la cartilagine si assottiglia, lo spazio articolare si riduce e ai bordi compaiono formazioni ossee.

    Esiste anche una forma secondaria a una lesione cronica e non riparata della cuffia dei rotatori, in cui la testa dell’omero risale e consuma la parte alta dell’articolazione. È un quadro diverso e ha indicazioni chirurgiche proprie.

    Artrosi o cuffia: come si distinguono

    Artrosi

    Dolore: profondo, dentro l’articolazione, spesso anche a riposo.
    Rigidità: presente al risveglio, migliora muovendosi.
    Rumori: scroscio o crepitio durante il movimento.
    Mobilità: ridotta in tutte le direzioni, anche passiva.
    Età: più frequente dopo i sessanta.

    Cuffia dei rotatori

    Dolore: sulla parte esterna del braccio, con i movimenti sopra la testa.
    Rigidità: assente o modesta.
    Rumori: rari.
    Mobilità: il braccio mosso da altri arriva quasi dove dovrebbe.
    Notte: dolore marcato sul lato colpito.

    Capsulite adesiva

    Mobilità: perdita marcata anche passiva, soprattutto nella rotazione esterna.
    Decorso: a fasi, lungo.
    Immagini: articolazione conservata.

    La differenza che conta è sempre la stessa: cosa succede quando è un altro a muovere il braccio. Nell’artrosi e nella capsulite il movimento passivo è limitato, nella cuffia molto meno.

    Come si riconosce

    • Dolore profondo che cresce lentamente, nell’arco di mesi o anni.
    • Rigidità al mattino che si scioglie muovendosi.
    • Difficoltà nei gesti che richiedono rotazione: allacciare il reggiseno, prendere la cintura di sicurezza, pettinarsi.
    • Scroscio percepibile, a volte udibile.
    • Peggioramento con i cambi di tempo, riferito da molti anche se non spiegato del tutto.

    Come si conferma

    La radiografia è l’esame di riferimento: mostra la riduzione dello spazio articolare, l’addensamento dell’osso sotto la cartilagine e le formazioni ai bordi. L’ecografia serve a guardare lo stato dei tendini della cuffia, che è un’informazione diversa e altrettanto utile. La risonanza entra quando si sta valutando un intervento.

    Vale l’avvertenza generale: le immagini vanno lette insieme all’esame clinico. Un’artrosi visibile in radiografia non corrisponde automaticamente al dolore riferito, e il contrario è altrettanto vero.

    Cosa si può fare

    L’artrosi non si inverte, e nessun trattamento ricostruisce la cartilagine. Quello che si può modificare è quanto la spalla fa male e quanto bene funziona, che nella vita quotidiana è la parte che conta.

    1. Mantenere il movimento

      È la priorità. Una spalla artrosica che smette di muoversi diventa rigida e il problema raddoppia: al dolore dell’artrosi si aggiunge la perdita di escursione, che è più difficile da recuperare.

    2. Rinforzare quello che resta

      I muscoli della cuffia e della scapola sostengono l’articolazione e riducono il carico sulle superfici consumate. È il lavoro che dà i risultati più duraturi.

    3. Adattare i gesti

      Modificare come si eseguono le attività che fanno male, invece di smettere di farle. Spesso basta cambiare l’altezza a cui si lavora o come si afferra un oggetto.

    Le terapie fisiche accompagnano le fasi più dolorose. Le infiltrazioni sono una scelta del medico e possono servire ad aprire una finestra in cui diventa possibile muoversi ed esercitarsi.

    Quando si valuta la protesi

    Quando il dolore limita la vita quotidiana e il sonno nonostante il trattamento conservativo, e le immagini mostrano un’articolazione compromessa in modo coerente con i sintomi. La scelta fra protesi anatomica e protesi inversa dipende soprattutto dallo stato dei tendini della cuffia: quando sono irreparabili si orienta verso la seconda.

    Domande frequenti

    Che differenza c’è fra artrosi e artrite della spalla?

    L’artrosi è il consumo meccanico della cartilagine e cresce lentamente con l’età. L’artrite è un’infiammazione dell’articolazione, che può avere origine reumatica o infettiva, e si presenta con gonfiore, calore e a volte febbre. Il percorso è diverso e la distinzione la fa il medico.

    L’artrosi della spalla si può fermare?

    Il consumo della cartilagine non si inverte e nessun trattamento la ricostruisce. Si può però modificare molto quanto la spalla fa male e quanto funziona, mantenendo movimento e forza. È su quello che si lavora.

    Come faccio a capire se è artrosi o la cuffia?

    L’indizio più utile è il movimento passivo: nell’artrosi il braccio mosso da un’altra persona si blocca, nei problemi della cuffia arriva quasi dove dovrebbe anche se fa male. Nell’artrosi c’è anche rigidità al risveglio e spesso uno scroscio. La conferma si fa con la valutazione e la radiografia.

    Devo evitare di muovere il braccio?

    No, è il contrario. Una spalla artrosica che si muove poco diventa rigida, e alla fine limita più la rigidità del dolore. Si adattano i gesti che fanno male, non si smette di usarla.

    Le infiltrazioni servono?

    Possono ridurre il dolore per un periodo e rendere possibile il lavoro di movimento e rinforzo. Non modificano l’artrosi e la prescrizione è del medico, che valuta il singolo caso.

    Quando serve la protesi?

    Quando il dolore limita la vita quotidiana e il sonno nonostante il trattamento conservativo, con immagini coerenti con i sintomi. Il tipo di protesi dipende soprattutto dallo stato dei tendini della cuffia.

    L’artrosi della spalla è comune?

    Meno di quella di ginocchio e anca, perché la spalla non porta il peso del corpo. Per questo i sintomi compaiono più tardi e vengono spesso attribuiti ad altro per anni.

    Fonti

    • Beard DJ, Rees JL, Cook JA et al. Arthroscopic subacromial decompression for subacromial shoulder pain (CSAW): a multicentre, pragmatic, parallel group, placebo-controlled, three-group, randomised surgical trial. The Lancet, 2018; 391(10118): 329-338. whiterose.ac.uk
    • The Efficacy of Exercise Therapy for Rotator Cuff-Related Shoulder Pain According to the FITT Principle: A Systematic Review With Meta-analyses. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, 2024. jospt.org

    Far valutare una spalla rigida e dolorante

    Centro Medico Fisiosalus, Strada Tiberina Nord 24, Ponte Felcino, 06134 Perugia.
    Telefono 075 691752 · segreteria@fisiosalusperugia.it

    Prenota una valutazione

    Prenota un appuntamento con i nostri specialisti

    Facebook
    Twitter
    Pinterest
    LinkedIn

    Articoli Correlati