L’artrosi della spalla (omartosi) è la degenerazione progressiva della cartilagine dell’articolazione scapolo-omerale. È meno frequente dell’artrosi di anca e ginocchio, ma può essere molto invalidante perché la spalla è l’articolazione con il maggior range di movimento del corpo.
La distinzione dai problemi della cuffia dei rotatori è clinicamente importante: nelle tendinopatie il dolore compare in un arco specifico di movimento (60-120° di abduzione), nell’artrosi la limitazione è globale, in tutte le direzioni, sia attiva che passiva.
Cause e fattori di rischio
Le cause principali sono l’invecchiamento fisiologico (l’artrosi primitiva è più comune dopo i 60 anni), i traumi pregressi alla spalla (lussazioni, fratture), le patologie infiammatorie sistemiche come l’artrite reumatoide, e il sovraccarico cronico in chi pratica sport overhead o lavori manuali intensi. Le lesioni massive e croniche della cuffia dei rotatori possono nel tempo portare a un’artrosi secondaria (artropatia da cuffia).
Come si distingue dalle tendinopatie
Nelle tendinopatie della cuffia la limitazione è prevalentemente attiva (il paziente fatica a muovere il braccio ma il fisioterapista riesce a muoverlo passivamente senza grande resistenza). Nell’artrosi la limitazione è sia attiva che passiva: anche muovere la spalla dall’esterno incontra resistenza e crepitii. I movimenti di rotazione interna ed esterna sono quelli più limitati nelle fasi avanzate.
Un’ecografia o una radiografia della spalla permettono di distinguere le due condizioni con certezza. L’RX è sufficiente per valutare la riduzione dello spazio articolare e la presenza di osteofiti tipici dell’artrosi.
Cosa può fare la fisioterapia
La fisioterapia non ripristina la cartilagine consumata, ma può rallentare la progressione, ridurre il dolore e mantenere la funzionalità per anni. I pazienti con artrosi della spalla ben gestita riescono spesso a posticipare o evitare la protesi per molto tempo.
Il programma include mobilizzazioni articolari per mantenere i gradi di movimento disponibili, rinforzo muscolare dei muscoli della cuffia e degli stabilizzatori scapolari (muscoli forti compensano la cartilagine degradata riducendo il carico articolare), e terapie antalgiche come laserterapia e tecarterapia per le fasi di riacutizzazione.
Nei casi avanzati con dolore non controllabile e grave limitazione funzionale, la protesi di spalla (emi-protesi o protesi totale inversa nelle artropatie da cuffia) è l’opzione chirurgica. La fisioterapia post-operatoria è fondamentale per il risultato finale.
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